Cos’è il poliamore

Per poliamore si intende la pratica, o la possibilità, di intrattenere più relazioni intime contemporaneamente, con la consapevolezza e il consenso di tutte le persone coinvolte.

Al poliamorismo ci si riferisce spesso anche con le espressioni nonmonogamia consensuale, nonmonogamia eticanonmonogamia responsabile. Sotto il termine poliamore possono ricadere svariate forme di relazione aperta; un’esigenza fondamentale dell’orientamento espresso dal concetto di poliamore è comunque quella etica, intesa come impegno alla trasparenza e all’onestà.

La concezione poliamorosa delle relazioni rifiuta l’assunto che l’esclusività sessuale e/o relazionale sia condizione indispensabile per relazioni affettive profonde, impegnate e a lungo termine.

Il sesso non riveste necessariamente un ruolo centrale nella concezione poliamorosa delle relazioni, ma è piuttosto considerato, tipicamente, come uno dei diversi aspetti che possono costituire un terreno comune in una relazione.

La cifra caratteristica delle relazioni poliamorose è definita soprattutto dal consenso di tutti i partner coinvolti. Ciò implica l’esigenza di una comunicazione aperta e onesta e il rispetto dei sentimenti e dei bisogni di ognuno, in aperto contrasto rispetto a forme di relazione nonmonogamiche ampiamente diffuse, quali quelle che ricadono sotto l’espressione ‘relazioni clandestine’.

Le forme che le relazioni poliamorose assumono nella realtà concreta sono molto varie, a seconda delle preferenze e dei bisogni delle persone coinvolte. I valori fondanti del poliamore comportano spesso un approccio flessibile alle relazioni, oltre a richiedere una serie di abilità in termini di comunicazione, di negoziazione di regole e limiti, di gestione dell’emotività (in particolare in rapporto ad atteggiamenti possessivi e manifestazioni di gelosia). L’approccio poliamoroso tipicamente rifiuta il modello tradizionale di relazione intesa come unione esclusiva destinata a durare per tutta la vita, e non assume necessariamente la durata della relazione come un indicatore della qualità della stessa; ciononostante, non di rado le unioni poliamorose contemplano la convivenza e hanno lunga durata.

Un articolo pubblicato su Newsweek Magazine Online datato luglio 2009 stima in 500.000 il numero di relazioni poliamorose esistenti negli Stati Uniti.

Origine del termine

La parola poliamore (o poliamorismo; dall’inglese polyamory) è composta dal greco poli («molti») e dal latino amore.

L’espressione poly‑amorous compare per la prima volta nell’articolo A Bouquet of Lovers (“un bouquet di amanti”) di Morning Glory Zell‑Ravenheart, pubblicato nel 1990 sulla rivista Green Egg Magazine fondata dall’autrice insieme al marito Oberon Zell‑Ravenheart. Figure eclettiche del neopaganesimo contemporaneo, i due, sposati dal 1974, sono tuttora legati da una relazione aperta che nel corso degli anni si è sviluppata in molte direzioni.

In seguito la parola polyamory viene utilizzata nel Web da Jennifer Wesp, creatrice nel 1992 del gruppo Usenet alt.polyamory, tuttora considerato una delle fonti principali per la terminologia legata al poliamore.

L’inclusione della voce polyamory nellOxford English Dictionary nel 2006 (con il contributo degli stessi coniugi Zell‑Ravenheart, e a due mesi di distanza dalla prima apparizione in un grande dizionario, il Merriam‑Webster’s Collegiate Dictionary) viene generalmente considerata come l'”investitura ufficiale”del termine. Il poliamore è definito come

(1) Il fatto di avere strette relazioni affettive con uno o più altri individui simultaneamente, inteso come un’alternativa alla monogamia, spec. rispetto a quanto attiene alla fedeltà sessuale; (2) l’usanza o la pratica di intrattenere relazioni sessuali multiple con la conoscenza e il consenso di tutti i partner coinvolti.

Poiché nel concetto di poliamore coesistono due aspetti, quello della forma della relazione e quello dei valori e dei sistemi di credenze che ne sono a fondamento, non si dà una definizione univoca del termine. Differenze di significato e di uso emergono in rapporto al grado di impegno e di coinvolgimento sentimentale (per esempio rispetto alla possibilità di ammettere in una relazione aperta la pratica di sesso casuale e ricreativo, o di improntarla alla polifedeltà) e all’effettiva situazione relazionale (da cui la questione se una persona single aperta all’idea del poliamore possa considerarsi poliamorosa).