Poliamore: non solo tanti amori, ma tanti MODI di amare.

Scritto da Vera Di Santo on . Postato in Opinioni, storie di vita poli

Il poliamore e’ spesso definito come la pratica di intrattenere molteplici relazioni romantiche o sessuali con il consenso di tutte le persone coinvolte.

Penso che, per quanto ragionevole, questa definizione non restituisca il modo in cui il poliamore possa rivelare – almeno per quanto riguarda la mia esperienza personale – un intero nuovo spettro di potenziali relazioni, di nuovi modi di relazionarsi agli altri.

La nostra cultura “monocentrica”, ovvero orientata alla monogamia, ci offre una visione piuttosto semplice delle relazioni. Il cammino ci viene chiaramente dispiegato dai nostri amici, famiglie e dai media: si aspettano da noi che si incontri qualcuno, ci si innamori, ci si frequenti per un po’, si vada a convivere, ci si sistemi, fidanzi, sposi e viva per sempre felici e contenti. Alcuni poliamorosi ne parlano come di una “scala mobile relazionale”. Una volta saliti sulla scala mobile, una relazione “di successo” sarà quella che porterà al matrimonio, e idealmente ai figli. Secondo questo mito, qualsiasi relazione che ricada all’esterno di questo sentiero è predestinata a fallire. Per molte persone poliamorose, ad ogni modo, non è così. Il “successo” in una relazione poli è definito dalle persone in quella relazione e non necessariamente dalla cultura esterna.

Proprio come i greci utilizzavano diverse parole per l’amore, le persone poliamorose si possono ritrovare a sperimentare diversi tipi di relazione con diverse persone. Sicuramente per alcune persone il poliamore può offrire opportunità per esplorazioni sessuali, ma per altri può offrire l’opportunità di stringere solidi legami familiari, semplicemente con più persone. Per altri ancora può significare creare network di amori a lunga distanza sparpagliati in giro per il mondo, e per alcuni di noi potrebbe voler dire che c’è spazio per tutti questi aspetti: tutto, dagli incontri occasionali alle amicizie romantiche ma non sessuali,  attraverso l’intero spettro, fino alle relazioni super impegnate di convivenza. La differenza per le persone poliamorose è che il nostro modello relazionale non ci dice come strutturare quelle relazioni.

Alcuni differenti stili di poliamore

manyheartsAlcuni poliamorosi preferiscono strutturare le proprie relazioni in un modo che assomiglia molto al modello della scala mobile relazionale, semplicemente comprendendo più persone. Queste persone si aspetteranno allo stesso modo di incontrare qualcuno, innamorarsi, frequentarsi per un po’, e poi considerare se coinvolgere anche l’altro partner nella dimensione domestica, possibilmente prima di impegnarsi in una relazione a lungo termine o di crescere i figli insieme. In altre parole, assomiglia molto alla monogamia, solo con più persone. Questa è la versione del poliamore che vediamo più spesso nei media, dal momento che è più semplice per chi si trova fuori dalla comunità capirla e immedesimarvisi, ma è lontana dall’essere la struttura di relazione poliamorosa più comune.

La situazione più comune nelle comunità poliamorose che conosco è quella che vede i poliamorosi in raggruppamenti dinamici, polecole o tribù formate da single, coppie e piccoli gruppi interconnessi tra loro. Ogni relazione in quel gruppo può reggersi su aspettative diverse.

Alcune potrebbero essere relazioni di tipo “primario” con prospettive di coabitazione, condivisione dei beni e accudimento dei figli – o, come mi capita ogni tanto di chiamarle, relazioni  “da gatto domestico”. Altre potrebbero essere relazioni “secondarie” o “satellite” – o da gatti selvatici –, con coinvolgimento romantico o sessuali ma pochi impegni comuni. Altre potrebbero trovarsi completamente al di fuori di queste dinamiche. Alcuni poliamorosi condividono i loro spazi abitativi con persone con cui non hanno rapporti sessuali ma che sono comunque  presenze importanti nelle loro vite. Alcune persone scelgono anche di crescere figli assieme a persone a cui non sono legate romanticamente o con partner con cui non coabitano, o scegliere gli aspetti delle strutture relazionali “convenzionali” che vogliono o non vogliono mettere in pratica per ciascuna relazione.

Molte famiglie poliamorose con figli sono paragonabili alle “famiglie allargate” che stiamo vedendo sempre più nella nostra società come risultato di divorzi – tranne per il fatto che generalmente si portano meno rancore! Dall’altra parte, alcune coppie monogame divorziate stanno oggigiorno perseguendo degli stili di vita che assomigliano decisamente alle tribù poliamorose, nelle quali ex coniugi decidono di continuare a condividere l’abitazione e di crescere i figli insieme frequentando al contempo altre persone. Questione di etichette, insomma.

Un altro e più recente fenomeno nel mondo del poliamore è il movimento dei poliamorosi solisti [in inglese solo poly , NdT]. I poliamorosi solisti sono persone che in genere preferiscono abitare da sole o coabitare con amici o coinquilini piuttosto che con i loro partner, e che lo scelgono intenzionalmente. Le loro relazioni possono essere più o meno impegnate, sessuali o meno, romantiche o meno, indipendentemente dal fatto che coabitino con i loro partner.

C’è un eccellente post più informativo riguardo a quello che il poliamore solista è e non è qui [articolo in italiano sullo stesso tema qui, NdT].

Mentre io personalmente mi colloco in un qualche punto tra gli ultimi due stili di poliamore descritti. Preferendo qualcosa di più simile all’anarchia relazionale che alle gerarchie, prediligo che ciascuna delle mie relazioni trovi il suo proprio stile, cercando di fare spazio nella mia vita per le persone piuttosto che cercare persone che riempiano spazi preordinati. Filosoficamente propendo per il poliamore solista alla fine: preferisco tenere le mie finanze separate da quelle dei miei partner, avere sempre la mia stanza privata e il mio spazio privato. Le mie relazioni non seguono in genere il modello della scala mobile relazionale – molte delle persone più importanti della mia vita vivono in tutt’altre città! – ad ogni modo non sono contraria a condividere spazi con uno o più partner a patto che siamo compatibili sotto quest’aspetto, e mi piace l’idea di riuscire un giorno a costruire il mio “villaggio” poli da condividere con tanti amori e metamori. L’esperienza mi ha insegnato che la vita spesso prende risvolti inaspettati, in ogni caso, per cui al momento cerco di tenere sotto controllo poche cose.

Come il poliamore può rendere possibili diverse tipologie di relazione

Per me personalmente il poliamore ha reso possibile una quantità di relazioni che semplicemente non avrebbero potuto funzionare nel mondo della monogamia, o almeno con le aspettative relazionali “standard”.

Prendiamo il mio attuale partner di più lunga data per esempio: siamo diversi in tanti modi. Lui è ossessivamente ordinato e preciso mentre io adoro il mio caos creativo. A lui piace avere la TV accesa tutto il tempo mentre io trovo che mi faccia rincitrullire nel giro di poco. A lui piace interagire tutto il tempo quando siamo nello stesso edificio mentre io sono più introversa e ho bisogno di essere lasciata sola ogni tanto per lavorare o pensare. Lui adora vivere in città mentre io preferisco starne fuori in questo periodo. Ci sono tanti aspetti, grandi e piccoli, che non ci rendono adatti a condividere gli stessi spazi, ma abbiamo comunque condiviso una buona decina d’anni di affetto profondo, continuativo e di supporto, ci siamo presi cura l’un* dell’altr* finanziariamente, fisicamente e, cosa più importante, emozionalmente. Abbiamo conosciuto i rispettivi genitori e colleghi e siamo solidamente presenti come punti di riferimento nelle rispettive vite. Ma vivere insieme? Per come la vedo io ci amiamo abbastanza per non tentare di costringerci a forza in quella scatola così stretta.

Il poliamore può anche permettere alle persone senza figli di mantenere relazioni d’amore e supporto assieme a partner che vogliono figli, a persone con preferenze sessuali incompatibili di vivere relazioni romantiche felici e appaganti con partner che sono sotto altri aspetti perfettamente compatibili, e alle persone in relazioni a distanza di trovare compagnia sul posto senza per questo compromettere le loro relazioni preesistenti. Non è certamente la soluzione per qualsiasi problema relazionale, è lontano dall’esserlo, ma uscire dalle aspettative monogamiche può comunque far sì che alcuni aspetti visti come motivo di rotture irriconciliabili all’interno delle relazioni mono siano vissuti meno problematicamente.

Voglio chiarire qui che il poliamore NON è solo una questione di frequentare un numero di persone sufficiente ad assicurarci il soddisfacimento di tutti i nostri bisogni. Conosciuto da alcuni come Frankenpoly, l’idea di sommare tutti i propri partner insieme nel creare una specie di “partner poliamoroso gestalticamente perfetto” è difettosa e in qualche modo oggettificante. Ci sono alcune caratteristiche importanti e necessarie affinché ciascuna relazione possa essere funzionale e sana di per sé, e le più importanti tra queste sono la compassione e un sano rispetto reciproco in quanto esseri umani, e non in quanto “macchine per la soddisfazione di bisogni” come espresso spesso da Tacit.

Il poliamore ha anche permesso a me e molti altri di sperimentare diverse modalità di relazione con persone con le quali normalmente non saremmo compatibili, inclusa – per me – una connessione incredibilmente dolce che sto avendo con un ragazzo che sarebbe altrimenti attratto solo da uomini, e un’amicizia gioiosamente intima con un tipo sfacciato che mi dice di essere “pessimo nelle relazioni” principalmente a causa della natura nomade del suo lavoro, ma che è stato costantemente adorabile per più di 15 anni di appuntamenti occasionali estremamente intermittenti – credo che potrei definire questo uomo il mio partner di più lunga data se non avessimo trascorso soltanto una settimana insieme in tutto quell’arco di tempo, per piacevole che sia stata.

Il poliamore fa sì che sia possibile essere una buona – seppur piccola – realtà nella vita di qualcuno, e viceversa, senza dover caricare di ulteriori aspettative quella particolare relazione. Mi ha consentito di gestire più relazioni in modo intuitivo, di “stare a vedere”come sarebbero andate le cose, senza sentire la pressione di dover trovare *l* compagn* perfett*. Con ironia alquanto sorprendente, questo mi ha anche consentito di stringere e sviluppare relazioni forti con persone che si sono rivelate molto più rilevanti nella mia vita di quanto mi aspettassi, persone che avrei automaticamente scartato se fossi stata in cerca di una relazione monogama, semplicemente perché non credevo che ci saremmo scoperti tanto compatibili quali in realtà siamo.

Relazioni non sessuali e poliamore   

Voglio aggiungere una nota qui a proposito del rapporto tra asessualità e poliamore. Molto spesso le persone esterne alla comunità poliamorosa – e anche da alcune persone interne alla nostra comunità – pensano che il poliamore “sia tutta una questione di sesso”.

La prima pagina in cui mi sono imbattuta mentre cercavo una buona definizione per il poliamore ne parlava come “la pratica di avere molteplici relazioni sessuali”. Personalmente vorrei ribattere che il fulcro del poliamore, per me e per la maggior parte dei miei conoscenti, è molto più incentrato sull’amare che sugli aspetti sessuali delle relazioni. Benché io non mi definisca in alcun modo asessuale, ho avuto (ed ho tuttora) alcune relazione romantiche incredibilmente soddisfacenti che non coinvolgevano la sfera sessuale. Per cui voglio chiarire che sì, le persone asessuali POSSONO avere relazioni romantiche, le quali possono essere anche poliamorose, anche se non necessariamente – c’è un lungo e adorabile “manifesto” qui riguardo l’asessualità e il poliamore scritto da un blogger che ho scoperto mentre cercavo i riferimenti per questo articolo– e le persone poliamorose possono intrattenere relazioni romantiche che non includono il sesso [per un articolo in italiano si veda qui, NdT]. Anche questo è un altro tipo di relazione di cui son fermamente convinta non avrei potuto beneficiare se fossi stata monogama per via di certe idee sull’”infedeltà emozionale”. In quanto persona sessuale, potrei benissimo aver dovuto scegliere tra una connessione emozionale profonda da una parte, e un partner con cui andare a letto dall’altra. Sono incredibilmente grata al poliamore per non essere stata costretta a scegliere.

Ovviamente non sono l’unica persona poliamorosa con un orientamento sessuale in grado di apprezzare le opportunità non sessuali che il mio modello relazionale non monogamico mi offre, come anche questo post di The Ferret dimostra.

E da ultimo, ma non sicuramente per importanza, c’è un’altra forma d’amore più familiare che ho scoperto attraverso il poliamore: l’amore che provo per i miei metamori, o i partner dei miei partner. Possiamo non avere compatibilità sessuale (sebbene la complessità del mio network in UK sia sfociata nell’invenzione del termine “lolomylo” ovvero l’amante del mio amante che è anch’esso mio amante [in inglese, lover’s lover who is also my lover, NdT], ma abbiamo invariabilmente più cose in comune che il nostro partner comune. Possiamo non andare sempre d’accordo su tutto, ma siamo comunque connessi, dalla comunità a cui apparteniamo, dalla condivisione di idee affini e dall’amore per i nostri partner. Alcuni dei miei metamori sono anche buoni amici, molti di loro sono attivisti e, almeno per me, essere parte del mio network di relazioni è spesso come essere parte di una squadra di supereroi.

Una cosa tipo questa infatti:

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E tu?

In conclusione, essere eticamente non monogama ha offerto a me e alle persone a me vicine l’opportunità di cucire diversi tipi di relazioni su misura delle nostre vite, dei nostri bisogni e di noi stessi.

Il poliamore ha aperto nuove possibilità di amare per voi? Se sì, in che modi? Mi sono dimenticata alcuni tipi di amore?

 

Con amore (di varia natura)

Maxine.

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Maxine Green è un’artista e illustratrice di professione, poliamorosa (e moltre altre cose) di natura, una scienziata per vocazione, e un’attivista per caso, attualmente residente a Londra. Scrive sul suo blog, Maxine’s Journal, e sul sito del fumetto Jim and Tonic.

Traduzione di Vera Di Santo

Articolo originale: Polyamory: Not just many lovers, but many KINDS of love.

Immagine a fondo articolo: Maxine Green

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  • Paolo Scatolini

    il successo di qualunque relazione, anche di quelle monogame dipende dalle persone che ne fanno parte, e quella che viene chiamata “scala mobile relazionale”, che in verità è meno lineare di come è stata descritta (una coppia monogama può pure decidere di non sposarsi, e razionalmente sappiamo tutti che non sempre si vive felici e contenti, nessun adulto con del sale in zucca ha una visione così disneyana delle cose, ma se non speri che possa durare, per me non vale la pena innamorarsi) non è riducibile a un condizionamento esterno imposto, è il modo in cui molte persone (più o meno la maggioranza statistica anche se non le ho quantificate) vivono e vogliono vivere, si può essere mediamente felici vivendo così o si può essere infelici, come si può essere felici o meno vivendo in un altro..dipende anche da noi e dai nostri partner
    Rispetto le persone che separano le relazioni romantiche dal sesso ma ammetto che non ce la farei: quando mi innamoro e sono ricambiato: voglio tutto. sesso,passione erotica, intesa emotiva e intellettuale..sperando che duri il più a lungo possibile anche se razionalmente so che può finire (ma non si vive di sola razionalità, e l’amore mono o poli che sia non è puramente razionale, perciò spaventa)

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