Poliamore e privilegio

Scritto da Tomaso Vimercati on . Postato in storie di vita poli

Dopo circa un anno di sperimentazione poliamorosa, mi sento confusa sopraffatta ed esausta. Mi sento come se ci fosse un numero crescente di persone arrabbiate con me o che si sentono ferite o sull’orlo di essere ferite da me. E per questo desidero più che mai passare un po’ di tempo da sola -il che è strano, dato che stare da sola è sempre stata la mia più grande paura.

Mi viene quasi da gettare la spugna…quasi! Ma non so riguardo a cosa: il poliamore? La monogamia? Le relazioni umane in genere? Sicuramente lo scopo del poliamore non è quello di portarmi verso una vita solitaria da eremita, no?

anxietyOra capisco perché le persone si lamentano che il poliamore sia un gioco che solo le “persone privilegiate” hanno il lusso di poter giocare.
Chi è incastrato nella routine dalle 7 alle 19 -e non dalle 9 alle 17-, chi deve alzarsi all’alba, portare i bambini all’asilo, correre al lavoro, fingere di essere produttivo per nove ore, correre di nuovo all’asilo, fermarsi al supermercato con i bambini che urlano, dargli da mangiare e metterli a letto, prima di alzarsi e ricominciare tutto da capo il giorno dopo, è gente che ha appena il tempo di fare l’amore con il proprio partner una notte a settimana, figuriamoci di intraprendere una seconda o una terza relazione sentimentale!

 Mi sento decisamente privilegiata rispetto a molte altre persone che conosco, nel senso che lavoro da casa, il mio compagno Brad decide da solo quante ore lavorare con il suo camion per il trasporto alimentare (che sono comunque tante) e non dobbiamo scarrozzare la nostra unica figlia all’asilo o a scuola o ad attività varie. Ma anche così il poliamore rimane difficilissimo.

Dopo quattro mesi dall’inizio della mia relazione sessuale con Ben, Brad è ancora a pezzi ogni volta che facciamo sesso. E io mi sento ancora insicura e impaurita quando Brad esce con delle donne che sospetto vogliano “rubarmelo”.

So che questo dipende dal fatto che entrambi ci sentiamo stressati, troppo carichi di lavoro ed economicamente instabili, in un mondo dove la sicurezza economica si associa alle coppie monogame, a contrario delle tribù dove il tuo prossimo pasto non dipende dalla persona con cui fai sesso.

Ho verificato questo fatto a gennaio, quando Brad è rimasto senza lavoro per più di un mese mentre il suo camion era in riparazione. La nostra relazione non è mai stata migliore di cosí. Ce ne stavamo lì facendo sesso, filosofeggiando ed elaborando le nostre emozioni tutto il giorno, tanto che Brad mi ha detto che non era nemmeno piú infastidito quando dormivo con Ben. Ma nel momento stesso in cui è tornato alla sua routine quotidiana, si è fatto triste e amareggiato di dover andare al lavoro tutto il giorno per sostenere me e nostra figlia, mentre si immaginava che io me ne stessi tutto il giorno a mangiare dolcetti e scopare con altri uomini.

Quello che voglio dire è che nel nostro arretrato mondo “civilizzato”, dove essere schiavizzati lavorando per oltre 60 ore a settimana è considerato normale, il poliamore è quasi impossibile.

Farsi strada tra tutte le emozioni che arrivano dal condividere con altri i nostri amati -sessualmente e sentimentalmente- è troppo faticoso in un ambiente dove rimaniamo incastrati in modalità “sopravvivenza” e siamo talmente stressati da farci venire il cancro e gli attacchi di cuore.

Siamo quindi stati indotti ad impacchettare i nostri bisogni sessuali e sentimentali insoddisfatti incastrandoli in soffocanti unioni nucleari e monogame, andando sempre avanti dritti verso il “successo” e il “progresso” della nostra “bella” cultura.

Al diavolo! Non mi arrendo. Rimarrò libera di intraprendere tutte le relazioni sessuali sentimentali e amicali che vorrò, coltivando nel mentre le mie relazioni familiari. Se qualcosa deve saltare, non saranno le mie connessioni con altri esseri umani. Sarà il mio stile di vita “civile”, modernizzato e “lussuoso”.

Perché le persone più privilegiate al mondo sono quelli che hanno il TEMPO per le connessioni umane e l’esplorazione di se stessi, non quelli con grossi stipendi, grandi case, macchine di lusso e cumuli di robe di plastica.

tribù KungSe volete sapere chi sono le persone privilegiate, quelle che hanno pochissimi problemi col poliamore, leggetevi il libro In principio era il sesso: sono le tribù pre-agricole di cacciatori-raccoglitori. Sono persone che spendono circa 17 ore alla settimana “lavorando” insieme ai loro cari e considerano il loro “lavoro” -raccogliere noci e bacche, e cacciare con arco e frecce- un gioco. Sono la ricca società originaria, con più tempo libero del più agiato uomo bianco nel mondo civilizzato occidentale.

Le persone nella foto qui sopra sono i San Kung del Botswana. Come altre società acquisitive di cacciatori-raccoglitori praticano un “accanito egualitarismo” e “l’amore libero”, secondo gli autori di In principio era il sesso. Condividono tutto, inclusi i loro amanti. La maggior parte dei membri della tribù si “sposano” più volte prima di sistemarsi in una relazione a lungo termine, e anche a quel punto sono liberi di andare e venire come gli pare. I Kung spendono solo 15 ore a settimana a raccogliere cibo, per il resto, non c’è molto lavoro da fare. Questo è il tipo di “privilegio” che spero di trovare.

 

di Sara Burrows


Sara Burrows è autrice, insieme al compagno Brad, del seguitissimo blog Polyamorydiaries, collaboratrice della rivista online The Federalist ed editrice e reporter per il Carolina Journal e autrice anche del blog Return to now. Entrambi, oltre che attivisti poliamorosi, sono anche eco-attivisti impegnati nella sensibilizzazione riguardo a vari temi, in particolare al tema del cibo a cui hanno dedicato la radio Food riot radio.

Tratto da: Polyamory IS for the priviledged

Traduzione di Tomaso Vimercati

 

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  • Manuela Garreffa

    Premettendo che condivido la stima per i popoli non ‘civilizzati’ (qualunqe sia il loro schema familiare, anche se chiaramente posso provare più simpatia per uno schema di sessualità libera), mi dissocio dal discorso di base dell’articolo. Senza nulla togliere al disagio che proviamo in un mondo che è strutturato su schemi che non ci rappresentano, non possiamo asserire che gli altri non provino disagio, o che ne provino di meno. Non possiamo asserire che il poliamore sia complicato. La protagonista di questa esperienza è semplicemente una persona che non ha trovato partner contenti almeno di sapere che lei ha compagnia, nelle ore in cui devono stare lontani. Ad un monogam* può succedere di soffrire allo stesso modo se il/la partner deve lavorare all’estero (quante storie di emigranti abbiamo giusto alla porta accanto, non avranno paura che chi amano l* dimentichi?). Si può vedere la sofferenza in giro, se non ci si vuole piangere addosso. La verità è che abbiamo un pò troppa vergogna di parlare della gioia delle relazioni atipiche, e se una storia è complicata (come questa che si legge qui) ci è più facile renderne partecipi gli altri, o diffonderla, sicuri di attirare un po’ di consenso facendo leva sul dolore imperante nella società triste, capricciosa e codarda in cui ci riconosciamo culturalmente. Per questo non siamo noi la tribù della foto.

  • Cave

    “…nel nostro arretrato mondo “civilizzato”, dove essere schiavizzati lavorando per oltre 60 ore a settimana è considerato normale…”, non si può leggere… Perlomeno in un articolo che inneggia alla libertà di scelta…
    Sarebbe un po’ come scrivere “…nel vostro perverso mondo “poliamoroso”, dove scoparsi chiunque è considerato normale…”.
    Io sono felice del mio lavoro, mi piace quello che faccio e non mi sento schiavizzato, anzi mi sento molto appagato da quello che ottengo (e non parlo di denaro) dalle mie 60 ore di lavoro… Sarei a disagio in una relazione con una persona del mio stesso sesso, ma non mi permetterei mai di giudicare sbagliato un omosessuale; mi sentirei a disagio in un rapporto poliamoroso, ma sono felice che Sara e Brad (lui un po meno… ) lo vivano seranamente…
    La vita va vissuta come personalmente si ritiene vada vissuta, punto. Nel rispetto di quella degli altri e possibilmente nel rispetto di chi decidiamo di coinvolgere in questa vita. Il resto è fuffa. Se cerchi di convincermi che avere una relazione poliamorosa, lavorare 15 ore alla settimana e passare il resto del tempo libero a filosofeggiare è più giusto che lavorare 60 ore, avere una relazione monogama (solida ed appagante) ed esserne soddisfatti, allora sei solo una versione hippie di Gasparri…

  • Francesco

    Ciao a tutti nella speranza possiate darmi una mano.
    Ho conosciuto una persona che appunto n si è affacciata al poliamore col suo ragazzo circa un anno fa. Io sto cercando di comprendere questa cosa, anche se non mi è per niente semplice. Io sento (e pare anche lei) qualcosa di davvero forte nei confronti di questa ragazza, ma cosa aspettarmi? In sostanza niente perché il suo ragazzo è la sua “scelta primaria?” Ragazzi l’ho presa bella, ciò che ho sentito è fuori da ogni comprensione logica..
    A presto
    Grazie